La Pasqua, periodo di esposizione sulle tavole di oggetti dal valore fortemente simbolico, sembra il periodo più appropriato per discutere di materialismo.

E' facile definire qualsiasi attaccamento ai possessi materiali come squallido. Ogni uomo che si interessi ai vestiti sa bene di essere considerato superficiale dai più - o semplicemente teme di essere considerato superficiale.

C'è una differenza tra materialismo e consumismo. L'amore per gli oggetti concreti non significa necessariamente amore per la superficie, per l'accumulo, per lo spreco.

Un uomo che non si interessa di vestiti magari se li tiene finchè non sono fuori moda; magari si compera abbigliamento economico e non lo tiene bene, così alla fine compra di più di un devoto dello stile (che è permanente). Quest'ultimo spende più soldi per vestirsi, ma questa spesa in più lo gratifica maggiormente ed egli ama quello che ha acquistato, lo porta fino alla consunzione e lo tiene molto bene. Non c'è alcuno spreco. E' amico dell'ambiente e aiuta a mantenere in vita le tecniche e i mestieri tradizionali. Soprattutto, è tutto fuorchè squallido.


Anche la moda non è necessariamente banale. L'alta sartoria produce autentici capolavori artistici. Il problema è che bisogna cambiare ogni sei mesi e lasciare spazio repentinamente a nuovi capi, a nuove tendenze, archiviando i capi non più di moda in fondo all'armadio.
L'amore per gli oggetti spesso è molto profondo. Ciò è particolarmente vero oggi, dato che ogni musica, ogni  fotografia, ed anche la letteratura si trovano in formato digitale. Presto, stando alla Microsoft, tutto esisterà in versione "cloud". Una nuvola di oggetti immateriali.


Questo è il tema trattato dal libro History of the World in 100 Objects di Neil MacGregor, che parla proprio del potere evocativo degli oggetti, che siano esposti al British Museum o ereditati dalla nonna. Gli oggetti possono avere un profondo impatto estetico ed emotivo, che sia un'armatura del Diciassettesimo secolo o una collezione di animali di cristallo. Secondo Edmund de Waal, gli oggetti "trattengono l'impulso creativo che ha dato loro origine".