Sarà stata la crisi dei mutui subprime, il fallimento di Lehman Brothers, l'11 settembre o le varie catastrofi ecologiche che si susseguono con maggiore o minore periodicità in varie parti del mondo, oppure tutte queste cause messe insieme.

Oppure sarà semplicemente il cambio generazionale: la nuova generazione cresce, portando con sè i propri ideali, la propria aspirazione ad un futuro più semplice, sereno, in armonia con la natura, lontano dagli stimoli continui dei media e dei social, desiderosa di rompere con il desiderio di consumo e di progresso a tutti i costi che ha accompagnato, invece, la gioventù e la maturità dei loro genitori.

Un taglio netto con il passato, una rivoluzione di ideali e di valori: questo chiedono i giovani americani, sorprendendo persino gli economisti, che hanno dovuto prendere atto del superamento del concetto di PIL (Prodotto Interno Lordo) a favore del concetto di FIL (Felicità Interna Lorda).

Già, felicità. Che per i giovani americani - ma anche per i giovani europei, gli asiatici, gli africani e gli australiani - passa invariabilmente attraverso uno stile di vita semplice, un consumo consapevole basato sulla soddisfazione dei propri bisogni in maniera sostenibile nel tempo, la tutela della natura come fonte di sostentamento per l'umanità intera anche in futuro (un futuro che, ora come ora, è vissuto più che mai con un senso di incertezza e di angoscia), il rispetto delle altre culture ed una visione del mondo transnazionale e globale.

E allora ecco arrivare nuovi concetti, come quello di decluttering, riciclo, riuso, baratto, autoproduzione, ma soprattutto semplicità nello stile di vita, un riprendere possesso del proprio tempo, uscendo dal circolo vizioso che spinge a lavorare per produrre, per poi consumare, per poi produrre di nuovo.

I giovani italiani, ad esempio, sono molto consapevoli delle proprie risorse e di come, nell'attuale panorama economico, esse vengano letteralmente sprecate per l'incapacità di collocarle adeguatamente. I giovani italiani hanno eccellenti risultati in ambito accademico, ma poi finiscono disoccupati per l'incapacità delle imprese di innovarsi e trovare nuovi mercati.

Hanno tanta voglia di mettersi in gioco, ma non trovano chi dia loro un incoraggiamento o li "sponsorizzi", anche solo moralmente. Nell'epoca delle "passioni tristi", il loro entusiasmo finisce lentamente per spegnersi per assenza di prospettive. O no?



ALTRO CHE TABLET, VIVA IL PC FISSO, PURCHE' RICICLATO...



Che ci sia vita sotto l'apparente depressione giovanile che emerge dai media, lo si capisce dando un'occhiata ai numerosissimi siti che commercializzano l'usato, per tutti i gusti ed a tutti i livelli, dai siti locali a quelli internazionali come http://www.usadobrasil.com.br/, dove si trova letteralmente di tutto, dalle scarpe vintage da collezione alle moto da strada; si trova anche tanta merce nuova di zecca, frutto di acquisti sbagliati o regali non graditi.

I siti specializzati nella vendita di beni usati sono tantissimi, alcuni molto specifici come come www.videdressing.it, specializzato in abiti ed accessori di lusso, http://www.fjsinternational.com, dedicato alle attrezzature per fotografi. Esistono anche tantissimi siti specializzati nel baratto online come http://www.zerorelativo.it/.

E che dire invece della app di http://www.lastminutesottocasa.it/, per trovare prodotti alimentari in scadenza a prezzi di occasione?

C'è sicuramente voglia di tornare a valori più autentici, di costruire un futuro sostenibile insieme. Comprare usato non è più, come in passato, una necessità legata ad un budget ristretto, qualcosa da tenere nascosto, ma anzi, è diventata una vera e propria moda, dove il maglioncino della nonna è diventato un "must have" da esibire sui fashion blog. L'upgrade a tutti i costi, il nuovo tablet ogni anno? Superatissimo. Meglio avere un pc fisso, magari da mettere in rete per aiutare i matematici a trovare il prossimo primo di Marsenne, oppure i geologi a creare un sistema distribuito di rilevazione dei terremoti (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_progetti_di_calcolo_distribuito ). Insomma, viva lo shopping, ma solo se intelligente e consapevole.



FUTURO RUBATO? AL CONTRARIO, FUTURO DA INVENTARE!


Sebbene sui media si parli tanto di "futuro rubato ai giovani", di sovrappopolamento, di inquinamento e cambiamenti climatici irreversibili, di disoccupazione e di recessione. La verità è che i media, soprattutto quelli italiani, sono ancora gestiti dalle vecchie generazioni e le vecchie generazioni, si sa, sono nostalgiche.

Eppure, chi ha vent'anni adesso ha sì di fronte nuove sfide rispetto al passato - come i ventenni di cento anni fa, del resto -, ma non è del tutto vero che non abbia alcuna risorsa: le risorse, intellettuali e fisiche, ci sono eccome. Basta organizzarsi per sfruttarle al meglio.

Reimparando, ad esempio, a riparare gli elettrodomestici (come? Con l'aiuto di una comunità virtuale come www.ifixit.com), riciclando non solo oggetti, ma anche valori e competenze di un passato in cui riciclare, autoprodurre, reinventare usi per gli oggetti non era certamente una moda, ma una necessità dettata dalla povertà.

Allora imparare a fare le marmellate con la frutta un po' ammaccata ma biologica, cercare online giradischi usati per farne un'attrezzatura da dj d'eccezione, comprare, modificare e rivendere abiti di seconda mano, tutto può diventare un lavoro, ma non un lavoro qualsiasi: un lavoro utile non solo a mantenersi qui ed ora, ma capace di offrire valore anche alle generazioni che verranno.